Cyber Droga

Noises: come le brainwaves ci drogano

by admin on ott.28, 2009, under Binaural Beats

Per comprendere a fondo i binaural beats e quindi le cyberdroghe bisogna partire dal capire in che modo questi binaural beats vengono prodotti e come fanno il loro effetto sul nostro cervello.

Avere queste informazioni è fondamentale per comprendere cosa sono e come agiscono le cyberdroghe, smentendo quelli che l’hanno buttata lì come bufala destinata al solo marketing.

I binaural beats e le brainwaves sono un argomento soggetto a studio e applicazione continua da circa 70 anni, e non un “bufala estiva”, queste conoscenze sulle onde binaurali che influenzano l’attivita cerebrale e il comportamento della persona sono state applicate per rendere lo stato di “sballo”,meditazione o autoipnosi, in modo certamente differente e meno pericoloso delle sostanze stupefacenti, pur rendendo una condizione per molti versi simile.Sono però in alcuni paesi addirittura Presidio Medico, e vengono impiegate da medici e specialisti.

Dopo questo breve divagamento introduciamo come i binaural beats sono prodotti e il loro effetto diretto sul cervello:

I cosiddetti noise (rumori) , cioè quelli che compongono le dosi, possono essere trovati dappertutto in Natura.

Ci sono vari generi di rumori. Il noise può essere comune o “ammorbidito”, qualche volta è descritto con un colore (es. rumore rosa, rumore bianco, ecc.). La caratteristica più importante del noise e’ l’imprevedibilita’. Il vero rumore naturale non può essere previsto completamente ma può essere simulato con varie formule matematiche.

I Noise piu’ comuni e importanti:

  • White noise (Rumore bianco)

Questo genere di rumore ha uguale energia (loudness o volume) sulle varie frequenze (spettrogramma piatto), ovvero, se si misura l’ampiezza del suono nella banda di frequenze da 100 a 200 Hz (Hz “Hertz” o “cicli per secondo”) si ha la stessa ampiezza del suono che nella banda da 3000 a 3100 Hz o anche da 19.000 a 19.100 Hz.

Il rumore bianco è generoso in “brillantezza” e per questo, essendo l’orecchio umano piu’ suscettibile alle alte frequenze, non risulta molto rilassante. E’ efficace per mascherare altri suoni e in particolari circostanze e’ indicato per provocare allucinazioni uditive.

  • Pink noise (Rumore rosa)

Questo rumore ha una frequenza spettrale di 1/f con una caduta di 3dB per ottava e quindi uguale energia per ottava. Di solito il rumore rosa è prodotto con un filtraggio passa-basso del rumore bianco. Il rumore rosa avrà la stessa ampiezza nella banda da 110 a 220 Hz come da 220 a 440 Hz o da 7.040 a 14.080 Hz. Se si ingrandisce o si restringe l’onda con un oscilloscopio la forma d’onda ha sempre la stessa “trama”.

Il pink noise non e’ ne’ casuale ne’ prevedibile ed ha una struttura frattale.

Il rumore rosa suona più naturale degli altri rumori ed e’ molto rilassante. Lo troviamo spesso in Natura e suona come la pioggia, le cascate d’acqua, l’acqua che scorre nel vimini o dell’oceano praticando il surf e altri suoni naturali. Spesso si usa per “ambienti” musicali elettronici e come segnale test per “accordare” il rinvigorimento dei sistemi sonori (molti equalizzatori e analizzatori di spettro audio hanno generatori di rumore rosa).

Senza entrare in discorsi filosofici che, per quanto interessanti non contribuirebbero a raggiungere le finalità di questo corso, diremo solo che la percezione di un suono, come quella della realtà del resto, è un concetto in gran parte soggettivo. Un suono in sé stesso è quello che è, ma la nostra percezione varia in quanto dipende da innumerevoli variabili. Alcune di queste variabili sono: la nostra posizione rispetto al suono, le condizioni del nostro apparato uditivo e soprattutto la forma che il cervello conferisce al suono. L’udito, al pari della vista che interpreta la luce, è capace di percepire solo una parte delle onde acustiche che ci circondano e dunque restituisce un quadro parziale. Inoltre le onde percepite vengono elaborate dal cervello che così ‘interpreta’ i suoni che deve elaborare.

Quando siamo in presenza di due suoni le cui frequenze differiscono di poco (è questo il caso delle dosi n.d.r), percepiamo un ulteriore suono simile a un battito il cui ritmo è dato dalla differenza delle due frequenze originarie. Se queste frequenze sono troppo diverse tra di loro il cervello non è più in grado di percepire il suono differenza. Questo dipende dal fatto che le due frequenze, per essere percepite come battimento, debbono eccitare ciglia appartenenti alla stessa banda critica. La frequenza del battimento è pari al numero di volte che le due sinusoidi componenti vanno in fase e fuori fase in un secondo. Vediamo un esempio pratico. Consideriamo due sinusoidi pure di frequenza pari a 400 Hz e 405 Hz. Quando le due sinusoidi vengono sommate danno luogo ad una nuova forma d’onda che viene percepita come battimento.

fonte dei materiali: SubLimen.com


Quando ci sottoponiamo a una “dose” di binaural beats quindi risentiamo nel cervello di questi noise che, come abbiamo visto in questo articolo precedente, possono indurci in un diverso stato di coscienza.

Questo ” passaggio” determina un nostro diverso stato di percezione (maggiori e dettagliate informazioni si trovano qui), dal quale ovviamente si può determinare lo stato di “sballo” tipico delle “dosi” di binaural waves, ma ovviamente a seconda della categoria di trattamento si può creare la situazione di autoipnosi o di meditazione recettiva o riflessiva.

Dopo la somministrazione si possono creare quindi a seconda del trattamento stati di eccitazione, concentrazione,allerta o sonnolenza e senzazione di debolezza.

Invece durante la somministrazione si possono fare i famosi “trip” ossia “viaggi” immaginari, tipici delle droghe dissociative (LSD, Ketamina), che si propongono come dei sogni in stato lucido e cosciente con effetti psichedelici che si dicono appunto dissociativi, arrivando addirittura a poter vedere il proprio corpo come se non si fosse in sè , le famose OBE (Out of Boby Experiences, esperienze extracorporee).

Gli effetti come potete capire sono quindi assimilabili (anche se non ,ovviamente, uguali) alle sostanze stupefacenti e relativamente simili.

Ripeto di non scoraggiarsi subito al primo fallimento, perché gli effetti delle dosi possono variare a seconda del tempo, dello stato mentale e della predisposizione del soggetto. Anche in me infatti nei primi tempi, di non poco scetticismo, avevano poco effetto, ma la situazione è cambiata una volta provate più volte e prendendo la cosa seriamente, arrivando a risultati più che soddisfacenti.

Non resta che augurare una buona dose a tutti!

:

Leave a Reply

Cerca

Trova informazioni all'interno del sito:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Archivio

I post di questo blog...