Guida a Gnaural

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Binaural Beats Sample

Progetto HRM – La neuroscienza ci può cambiare la vita

Voglio parlarvi oggi di un progetto di cui sono venuto a conoscenza ultimamente, ma che è avviato da qualche tempo:

è il progetto HRM che sta per Harmonic Resonance Modulation ideato e sviluppato da Marco Stefanelli.

È un progetto a mio avviso molto interessante e che si propone di fondere insieme le tecniche di meditazione , e quindi il raggiungimento di uno stato di “pace” con se stessi, “calmare” la mente e il cervello dallo stress quotidiano, con le moderne tecnologie e gli studi in corso riguardanti la medicina psicosomatica, la psicologia e tutte le ricerche riguardanti questo campo, cui (come ho detto altre volte) le “cyberdroghe” sono vicine, facendo raggiungere validità e dignità scientifica a questo campo.

Marco Stefanelli ha ricercato, studiato e sperimentato per molti anni cercando di mettere a punto una sua tecnica, o meglio un protocollo, per generare e riprodurre suoni armonici particolari che inducessero naturalmente delle sensazioni piacevoli e benefiche. Questa ricerca, tecnologica e interiore, è giunta ad una fase di realizzazione ed applicazione pratica nel Luglio 2001. Successivamente sarà ulteriormente affinata ed implementata con altre tecniche e caratteristiche. E’ stata denominata “HRM” (Harmonic Resonance Modulation – Risonanza Armonica Modulata) proprio perché l’obiettivo è quello di riarmonizzare e cioè di raggiungere, con delle particolari alchimie foniche, una coerenza e sintonia armonica e biologica con i vari elementi del corpo e della mente ed una conseguente integrazione della coscienza individuale con quella universale. Questo viene ottenuto modulando opportunamente dei segnali portanti a varie frequenze fra cui anche infrasuoni e ultrasuoni. I suoni modulati sono generati da scale “armoniche” naturali e accordate con le frequenze dell’Universo e della Natura.

Un fatto importante è appunto quello che negli ultimi anni (specialmente gli anni Novanta) si sono fatti grandi passi avanti nel campo della neuroscienza e della neuropsicologia , come l’autore stesso dice in un suo articolo , dove approfondisce benissimo inoltre il legame tra sincronizzazione cerebrale e stati di coscienza , di cui ci siamo anche già occupati:

1) La prima scoperta è relativa all’esistenza di una correlazione tra la coerenza tra le onde elettroencefalografiche tra i due emisferi e la salute psicosomatica. L’osservazione di più di un migliaio di pazienti evidenzia che le onde elettroencefalografiche dei due emisferi possono essere più o meno coerenti in relazione al loro livello di integrità psicofisica: alti valori sono correlati a stati di salute, bassi valori sono correlati a stati di depressione psicofisica. Il valore di coerenza viene interpretato come indicatore generale della comunicazione e integrazione tra i due emisferi e tra le differenti aree funzionali del cervello (tre cervelli). Il campo principale di applicazione di questa scoperta è in medicina psicosomatica, come quantificazione globale dello stato di salute.

2) La seconda scoperta è quella degli “stati armonici ad altissima coerenza”, caratteristici dei momenti di intensa creatività, di profondo benessere e degli stati di meditazione. La coerenza media durante le sessioni di meditazione è alta, tendente al 95-100%. La coerenza media di un gruppo di meditanti dopo una sessione di meditazione è significativamente più elevata della loro media prima della sessione. Due ricerche del 1990 e 1991 hanno permesso di scoprire che, in stati di meditazione, le onde cerebrali (oltre ad essere ad elevata coerenza) possono generare un’unica onda armonica, con picchi regolari o a forma di onda sinusoidale, spesso stabile per decine di minuti, come se tutte le differenti frequenze dei vari centri cerebrali diventassero coerenti e iniziassero a “suonare un’unica sinfonia comune” indice di profondo benessere psicofisico. Questa seconda scoperta trova la sua principale applicazione nell’ambito dello sviluppo del potenziale umano come quantificazione dello stato evolutivo individuale.

3) La terza scoperta è relativa alla “coerenza intercerebrale”, ossia alla “sincronizzazione interpersonale”. I cervelli di coppie di persone vicine, che normalmente sono caratterizzati da onde completamente indipendenti e non coerenti, possono sincronizzarsi tra loro anche a livelli molto alti. Questi dati sono stati da me rilevati e quantificati con una serie di esperimenti su coppie svolti nel 1991 e 1992, analizzando i valori di coerenza tra i loro emisferi destri e sinistri. La ricerca ha evidenziato un’inaspettata comunicazione tra persone vicine, con punte di sincronizzazione tra cervelli superiori al 90%. Questa scoperta dimostra scientificamente una “comunicazione sottile” tra persone e permette di quantificare fenomeni come l’affetto di coppia, l’empatia, il feeling e la telepatia.

4) La quarta scoperta, strettamente derivata dalle terza, è relativa alla “sincronizzazione collettiva”, ossia all’esistenza di un “campo di coerenza collettivo” tra persone in gruppo. Una serie di esperimenti, iniziati nel 1994, su gruppi di 12 persone, prima e durante una sessione di meditazione, hanno evidenziato un aumento della coerenza tra le onde EEG dei cervelli di persone vicine durante la fase di meditazione, con valori che hanno superato il 60% con punte massime che hanno raggiunto l’82%. E’ la prima dimostrazione scientifica dell’esistenza di un “campo di coscienza collettiva”. Questi dati permettono di comprendere le basi scientifiche della “telepatia collettiva”, della cooperazione o delle difficoltà di relazione all’interno di gruppi di lavoro, classi scolastiche, società.

Queste scoperte hanno portato inevitabilmente ad una correlazione stretta tra sincronizzazione cerebrale e stati di coscienza, che ha portato a sua volta al poter indurre l’individuo sottoposto al “trattamento”  allo stato scelto. Ogni individuo infatti ha una particolare predisposizione ad utilizzare magari una zona del cervello più di un’altra, e il suo stato mentale riflette nel cervello una certa attività (dei diversi tipi di frequenze cerebrali e dei loro riscontri sullo stato mentale ci siamo già occupati).

Possiamo immaginare come, anche attraverso i binaural beats o altre tecniche che inducono a stati alterati di coscienza, potremo condurre il nostro cervello in uno di questi stati, anche solo per liberarsi dallo stress quotidiano, personale o altro, con le conseguenze benefiche che questo avrà.

Questa strada, che potrebbe essere vista a metà tra la meditazione e una droga senza dipendenza, è in realtà una valida scelta, e le “cyberdroghe” ne sono una innovativa applicazione.

2 Responses to Progetto HRM – La neuroscienza ci può cambiare la vita

  1. Pingback: Approfondimento sulla Sincronizzazione Cerebrale | Cyber Droga

  2. Thanks for posting! I really enjoyed the report. I¡¯ve already bookmark this article.

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